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La Storia del Vetro e della
Vetrata Artistica
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La tradizione vuole che a scoprire il vetro e a prendere coscienza di questo materiale fossero i Fenici, accendendo fuochi sulle rive del fiume Belo in Siria e provocando la fusione di blocchi di nitrato, dando origine a granuli di materiale duro e semitrasparente. All’inizio è l’oriente la culla dello sviluppo di questo materiale che comincia a produrre oggetti in vetro diffusi poi in tutta l’area del mediterraneo da mercanti e navigatori. Durante l’impero romano viene ideata la tecnica di produzione per soffiaggio dentro stampi e per la prima volta inizia la produzione di pannelli in vetro per finestre. L’impero romano diffonde la tecnica vetraia e il vetro viene inserito in ville ed edifici pubblici. Nell’alto medioevo nella parte orientale dell’impero si sviluppa la costruzione di mosaici di vetro uniti con lo stucco, per le finestre e le cupole delle basiliche dando origine alle prime vetrate artistiche. Nell’VIII sec. Si sviluppa nel mondo occidentale l’utilizzo del telaio a piombo che ne consente l’utilizzo in soluzioni architettoniche più estese. Nel secolo successivo vi è l’introduzione della grisaglia che affina l’espressione pittorica con ombreggiature e particolari. La creazione di vetrate artistiche in questo periodo ha temi prettamente religiosi. La vetrata induce i fedeli a seguire gli insegnamenti del cattolicesimo. Il linguaggio è figurativo in quanto siamo in un epoca dove l’analfabetismo è molto diffuso. La luce che filtra attraverso la vetrata è molto suggestiva e induce alla preghiera. In Francia nel corso del XII sec. Si sviluppa l’arte della vetrata artistica con straordinari risultati: cattedrale di Reims, di St. Denis e Chartes. Il momento di massimo splendore di tale forma d’arte si ha con l’architettura gotica dove le vetrate seguendo la linea architettonica, si slanciano per tre metri d’altezza. Nel XIV sec. Si scopre il giallo d’argento che arricchisce le tonalità cromatiche conferendo luminosità e profondità ai colori. In Italia le vetrate artistiche si diffondono più tardi ,le troviamo nelle città di Siena, Assisi e Firenze. Nei secoli successivi vi è la scoperta del “plaquet” e l’introduzione di smalti colorati. Nel XVII e XVIII sec. Vi è un declino, nel XIX sec.una rinascita con il revival gotico. Con l’art nouveau si apre una nuova e moderna stagione delle vetrate. Il suo grande esponente Louis Comfort Tiffany (1848-1933) inventa un nuovo modo di costruire vetrate ed oggetti in vetro colorato. Egli sfrutta i giochi di luce e gli effetti di iridescenza ottenuti dal vetro opalescente che si diffondeva in quel periodo. A partire da quel momento la vetrata diviene sempre più oggetto di arredamento profano, staccandosi dall’ambito esclusivamente religioso dei secoli precedenti. La vetrata comincia ad assumere temi nuovi. Si rappresenta la natura, gli animali, figurazioni geometriche. Le linee diventano sinuose, tipicamente in stile Liberty. Un esempio dello stile nelle vetrate lo abbiamo nel “museo della casina delle civette” a villa Torlonia (Roma) dove le vetrate decorano le innumerevoli porte e bow-windows. Realizzate con vetri policromi legati a piombo accostano composizioni geometriche a originali figurazioni. Eseguite tra il 1908 e il 1930 sono state eseguite da artisti quali : D. Cambellotti, P. Paschetto, V. Grassi, U. Bottazzi. esse offrono un campionario unico dell’evolversi dell’arte della vetrata a Roma, considerata fin d’ora un’arte minore, che in questa sede dimostra le sue valenze al confine tra arte e artigianato. Nel XX sec. La vetrata diviene oggetto d’arredamento ed è sempre più apprezzata per il suo valore artistico. |
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